Debito, tasse, spesa, lavoro, crescita. Scrolla per capire la situazione in pochi minuti. In alto a destra trovi sempre il link ai dati completi.
Inizia a scrollareCon ~€40.000 di PIL pro capite (PPA), l'Italia è al 96% della media europea, come Francia e Cipro. Germania e Paesi Bassi sono oltre il 20% sopra. Un divario che dura da decenni.
Il debito pubblico è una montagna costruita in decenni. Ogni italiano nasce con ~€45.000 di debito. Gli interessi costano ~€86 mld/anno, più di quanto lo Stato spende per la sanità pubblica.
Per capire il debito, serve capire la spesa. Welfare e previdenza assorbono il 42% della spesa pubblica, più di sanità, istruzione e interessi sul debito messi insieme. Le pensioni da sole valgono ~68% della protezione sociale. Chi promette 'più soldi per scuola o ricerca' deve dire dove li taglia.
La spesa pubblica è fatta anche di iniziative inefficienti. Il caso più clamoroso: lo Stato ha generato oltre 150 miliardi di euro di debito per ristrutturare abitazioni private, contro una previsione iniziale di 40 mld. I fondi sono andati quasi interamente ai redditi più alti: proprietari di case multiple, villette, immobili di pregio. Chi vive in affitto è stato escluso, ma ripagherà il debito tramite l'IVA.
La pressione fiscale ufficiale è 43,1% del PIL. Ma il PIL include l'economia sommersa (~9,1% in Italia). Chi paga le tasse subisce una pressione reale stimata al 48-50%. Esistono oltre 100 imposte diverse, ma 10 sole ne coprono l'86% del gettito. L'evasione fiscale e contributiva stimata: 98-102 mld/anno (dati 2022, Relazione MEF 2025). L'IRPEF dei lavoratori autonomi ha una propensione all'evasione del ~60%. In confronto, il VAT gap italiano è tra i più alti dell'UE: Romania 30%, Malta 24%, Italia ~20%, contro Austria 1% e Finlandia 3%.
Il coefficiente di Gini sui redditi netti è 0,31: in linea con la media europea, mitigato da un sistema fiscale progressivo. Ma il Gini sui patrimoni è 0,70. Il 10% più ricco possiede il 60,6% della ricchezza nazionale. Il 50% più povero possiede solo il 7,2%.
24,1 milioni di occupati e disoccupazione ai minimi (6,2%). Ma tra i giovani 15-24 anni è al 22,8%. Il tasso di occupazione 20-64 è 67,1%, contro il 75,8% della media UE: un gap di 8,7 punti, il peggiore d'Europa. Per le donne il gap è -13,4pp, per i giovani -15,1pp. La crescita dipende molto da autonomi e contratti atipici.
In Italia il costo della vita è lievemente sotto la media europea, ma i salari sono cresciuti meno degli altri paesi europei (+6% in trent'anni, contro +19% della Francia). A livello reale è come se il potere d'acquisto fosse rimasto fermo agli anni '90. Il paradosso sta nella produttività: in Italia cresce appena dello 0,2% annuo. Senza produttività i salari non salgono e, anche con prezzi bassi, il potere d'acquisto resta al palo.
PIL pro capite €40K, al 96% della media europea.
€45K pro capite, interessi > sanità.
65% in welfare, sanità e interessi.
150 mld ai redditi alti, inquilini esclusi.
15-17% versa 63% IRPEF, pressione reale 48-50%.
Gini redditi 0,31, patrimoni 0,70.
Record occupati, ma gap UE -8,7pp. Donne -13,4pp, giovani -15,1pp.
Prezzi sotto media UE (98), ma salari fermi da 30 anni. Consumo reale 98 vs 119 Germania.
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