💰 Dati economia, fisco e spesa pubblica (Italia, 2026)

PIL, debito, deficit, tasse, welfare, lavoro e commercio estero per leggere le finanziarie coi numeri reali
Ultimo aggiornamento: giugno 2026 · Dati 2015-2025 · Fonti: ISTAT, MEF/RGS, Banca d'Italia, INPS, OCSE, Eurostat
Dati ufficiali e stime OCSE/Eurostat · verificare sempre la fonte primaria
iCome leggere questi numeri: il PIL (~€2.258 mld) è la "taglia" dell'economia. Dividi ogni promessa di spesa per 2.258 per capire se è piccola o enorme. Il debito/PIL (137%) dice che lo Stato deve più di quanto produciamo in un anno. Il deficit (-3,1%) dice che spendiamo più di quanto incassiamo. La pressione fiscale (43%) dice che quasi metà della ricchezza passa per tasse e contributi. Per ogni termine c'è una definizione nel tab Glossario. Come leggere questi numeri — passa sopra l'icona per una guida rapida.
Panoramica
PIL & Crescita
Fisco
Spesa pubblica
Debito & Deficit
Welfare & UE
Lavoro
Commercio estero
Governi
Recap & Metodo
Fonti
Dati
Glossario
iIl PIL è la ricchezza totale prodotta in Italia in un anno. Ai prezzi correnti include l'inflazione; in volume no.
€2.258Mld
PIL 2025 (prezzi correnti)
+0,5% volume · +2,5% nominale
137,1%
Debito pubblico / PIL
+2,4pp vs 2024
iQuanto lo Stato spende in più di quanto incassa, in % del PIL. Negativo = debito che sale.
-3,1%
Deficit / PIL
-0,3pp vs 2024
43,1%
Pressione fiscale / PIL
+0,7pp vs 2024
iSpesa pubblica totale diviso PIL. Dice quanta parte della ricchezza passa per decisioni politiche.
51,2%
Spesa pubblica / PIL
3,8%
Spesa interessi / PIL
+0,7%
Saldo primario / PIL
98
Consumo reale (PPS, UE=100)

Debito pubblico / PIL (2015-2025)

Spesa pubblica per funzione (% del totale, 2024)

Pressione fiscale Italia vs UE (2024)

PIL generato per settore (mld €, 2024)

PIL pro capite (PPA, €, 2025)

Nel 2025 l'Italia ha un PIL di €2.258 miliardi, ma il debito pubblico supera il 137% del PIL. La pressione fiscale è al 43,1% del PIL, tra le più alte d'Europa. I servizi generano il 72% del PIL. Il consumo reale pro capite è al 98% della media UE: prezzi sotto la media, ma salari fermi da 30 anni per la produttività stagnante.

Questa tab mostra da dove viene la ricchezza (PIL per settore) e cosa la fa crescere (consumi, investimenti, export). Serve per capire se l'Italia cresce per merito suo o solo per l'inflazione.

€2.258Mld
PIL 2025
+0,5%
Crescita volume 2025
+3,5%
Investimenti fissi lordi
+1,3%
Unità di lavoro

Come si calcola il PIL (spiegato semplice)

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è la ricchezza totale prodotta in Italia in un anno. Si può calcolare in tre modi equivalenti:

1) Spesa: PIL = Consumi delle famiglie + Investimenti delle imprese + Spesa pubblica + Esportazioni − Importazioni.

2) Produzione: PIL = somma del valore aggiunto di tutti i settori (agricoltura, industria, servizi) + imposte − sussidi.

3) Reddito: PIL = stipendi + profitti + affitti + interessi + tasse meno sussidi.

PIL nominale = valori a prezzi correnti (inflazione inclusa). PIL reale / in volume = crescita "vera" al netto dell'inflazione.

PIL ai prezzi di mercato (2015-2025, mld €)

PIL generato per settore (mld €, 2024)

Contributi alla crescita del PIL per componente (p.p. annuali, 2015-2025)iOgni barra mostra quanto hanno contribuito consumi, investimenti, export e import alla crescita del PIL di quell'anno.

Ogni barra mostra quanto punti percentuali (p.p.) ha contribuito ciascuna componente alla crescita del PIL di quell'anno. Una barra sopra lo zero = aiuta la crescita; sotto lo zero = la rallenta.

Crescita volume PIL: Italia vs UE (2015-2025, %)

Produttività del lavoro: Italia vs UE (indice 2010=100)iProduttività = PIL / ore lavorate. Indica quanta ricchezza produciamo in un'ora di lavoro rispetto agli altri paesi.

Confronto tra Italia, Germania, Francia e Spagna solo per gli anni selezionati (non serie continua).

0,03%
PIL in VC (Italia)
vs 0,5% UK · 0,09% Germania
0
Startup unicorn italiane
Francia 1 · Germania 1 · UK 1
2.894
Startup che hanno raccolto
su 12.842 registrate (22%)

Venture Capital: l'Italia raccoglie 10 volte meno del Regno Unito
Investimenti VC in mld € (2024) · Fonte: Growth Capital / Banca d'Italia

L'Italia raccoglie €1,5 miliardi di venture capital all'anno, contro €14 miliardi del Regno Unito (quasi 10 volte di più) e €5,2 miliardi della Germania. Lo 0,03% del PIL italiano va in VC, contro lo 0,5% del PIL britannico. Su 12.842 startup innovative registrate al MIMIT, solo 2.894 (il 22%) hanno completato almeno un round di raccolta. Nessuna startup italiana è diventata unicorn (valutazione >$1 mld).

PIL pro capite: l'Italia è scesa sotto la media UE
PIL pro capite in PPS (UE=100) · Fonte: Eurostat, European Commission

Nel 1995 l'Italia era sopra la media europea (104,8 contro 100 UE-15). Da lì il declino: nel 2025 il PIL pro capite italiano è al 91% della media UE-27, sotto Francia (93%) e Germania (110%). La Spagna, partita molto più indietro (77,7 nel 1995), ha quasi raggiunto l'Italia. Il gap si è aperto soprattutto dopo il 2008: crisi del debito, bassa crescita, produttività stagnante.

Cosa è il PIL ai prezzi di mercato?

Il Prodotto interno lordo (PIL) misura il valore dei beni e servizi prodotti nel paese. Ai prezzi di mercato include le imposte nette sui prodotti ed è la base su cui si calcolano debito/PIL, spesa/PIL e pressione fiscale. La crescita in volume esclude l'inflazione e indica la crescita reale. Produttività del lavoro = PIL reale / ore lavorate: indica quanta ricchezza si produce in un'ora di lavoro.

Qui si vede chi paga le tasse e quanto lo Stato incassa. Serve per giudicare promesse tipo "taglieremo le tasse" o "colpiremo i ricchi": bisogna prima sapere chi paga già oggi.

43,1%
Pressione fiscale 2025
29,3%
Pressione tributaria 2025
€79,2Mld
IRPEF 2024
€94,1Mld
IVA 2024

Pressione fiscale e tributaria Italia (2015-2025, % PIL)

Composizione entrate pubbliche (% PIL, 2024)

Entrate fiscali per gruppo di contribuenti (% del totale, 2024)iPercentuale del gettito totale pagato da ciascun gruppo: dipendenti, pensionati, autonomi, società, IVA e accise.

Tax gap IVA Italia vs media UE (%, 2024)iTax gap IVA = differenza tra l'IVA che lo Stato dovrebbe incassare e quella che effettivamente incassa, principalmente per evasione e frodi. Più è alto, più il fisco "cola". Media UE = 8,7%.

Pressione fiscale vs tributaria: la differenza

Pressione fiscale = (tasse + contributi sociali) / PIL. Include IRPEF, IRES, IVA, accise, IMU e i contributi INPS (circa 15 punti PIL). Pressione tributaria = solo tasse erariali e locali / PIL, esclude contributi sociali. Nel 2025: fiscale 43,1%, tributaria 29,3%.

Glossario: Imposte dirette colpiscono reddito/ricchezza (IRPEF, IRES, IMU). Imposte indirette colpiscono consumi/transazioni (IVA, accise). Contributi sociali finanziano pensioni, sanità, disoccupazione. Le imposte sul lavoro (IRPEF + contributi) pesano di più in Italia che nella media OCSE.

Pochi pagano per tutti

L'elaborazione delle dichiarazioni dei redditi mostra come il sistema tributario sia sostenuto da una frazione minima della popolazione. Il 15-17% dei contribuenti (coloro che dichiarano oltre 35.000 euro lordi annui) versa circa il 63% di tutta l'IRPEF nazionale.

Fonte: MEF - Dipartimento delle Finanze, Statistiche sulle dichiarazioni

Tasse assurde: la regola di Pareto fiscale

Esistono oltre 100 diverse imposte e tributi in Italia, ma solo 10 (tra cui IRPEF, IVA, IRES e IRAP) garantiscono l'86% dell'intero gettito tributario nazionale. Molte micro-tasse generano costi di gestione per lo Stato pari o superiori ai ricavi. Il cuneo fiscale aziendale: un'impresa italiana è soggetta a un'aliquota IRES teorica del 24%, ma sommando IRAP, IMU sui fabbricati strumentali, contributi e costi di adempimento burocratico, la pressione fiscale reale sugli utili supera frequentemente il 50%.

Fonte: MEF/RGS, Rapporto sulle entrate tributarie

Questa tab mostra dove vanno i soldi pubblici. La maggior parte è bloccata in pensioni, sanità e interessi sul debito: la fetta libera per nuove politiche è più piccola di quanto sembri.

51,2%
Spesa pubblica / PIL 2025
42,2%
Protezione sociale / spesa totale
16,0%
Sanità / spesa totale
9,6%
Istruzione / spesa totale

Spesa pubblica per settore d'impiego (% totale, 2024)

Composizione della protezione sociale (% del totale, 2024)iCome si dividono i soldi della protezione sociale: pensioni, sanità, famiglia, disoccupazione, disabilità, povertà.

Spesa pubblica / PIL storico (2015-2025)

Spesa interessi vs altre voci (% PIL, 2025)

Efficienza della spesa pubblica: Italia vs UEiIndici OCSE/Eurostat. Spesa sanitaria/PIL e R&S/PIL sono input. Redistribuzione efficace misura quanto i trasferimenti riducono le disuguaglianze (Gini). Concentrazione sui poveri indica quanto i sussidi arrivano ai più bisognosi.

IndicatoreItaliaMedia UENota
Spesa sanità pubblica / PIL6,3%6,9%ultima nel G7 per spesa pro capite
Spesa R&S pubblica / PIL0,5%0,7%sotto media; crescita prevista modesta
Redistribuzione efficace (Gini)26%31%transfers riducono disuguaglianza meno della media
Concentrazione sui poveri (working age)0,180,25pochi soldi arrivano ai poveri
Pensioni: anziani sotto soglia povertà11%14%protezione pensionistica più efficace della media
Occupati per 100 anziani (65+)18,725,8menosostenibilità demografica più critica

Dati OCSE Social Expenditure, Health Statistics, Income Distribution, Eurostat. Gli indici aggregati possono variare secondo la definizione.

La protezione sociale assorbe oltre il 42% della spesa pubblica. Tra questa, le pensioni sono la voce più pesante. La spesa sanitaria pubblica è al 6,3% del PIL, sotto la media UE e OCSE. L'Italia spende molto in welfare ma lo distribuisce meno bene della media europea: la redistribuzione efficace e la concentrazione sui poveri sono inferiori alla media UE.

Spesa pubblica per funzione (% PIL, 2023)
Italia vs UE27 · COFOG · Fonte: Eurostat (gov_10a_exp)

39.000
Partecipazioni totali
Al 31/12/2022
37%
Non conformi (TUSP)
191
Società in perdita (4 esercizi)
13
Tra le top 50 società italiane

Partecipazioni pubbliche: 39.000 società, 37% irregolari
Fonte: Corte dei Conti — Referto 2025

Qui si vede quanto lo Stato deve e a che costo. Il debito alto non è un problema solo "morale": assorbe soldi che non vanno più a scuole, ospedali o investimenti.

137,1%
Debito / PIL 2025
€3.095Mld
Debito pubblico nominale (stima)
+0,7%
Saldo primario / PIL
2,97%
Costo medio stock debito

Debito pubblico / PIL (1995-2025)

Deficit / PIL e saldo primario (2015-2025)iDeficit = spese - entrate. Saldo primario = deficit senza contare gli interessi sul debito.

Debito / PIL: Italia vs altri grandi paesi UE (2024)iConfronto del rapporto debito/PIL tra i grandi paesi europei. L'Italia è la seconda più indebitata dell'UE.

Perché il debito sale nonostante il deficit scenda?

Il rapporto debito/PIL può salire anche con un deficit basso se il PIL nominale cresce meno del costo medio del debito (effetto "palla di neve"). Nel 2025 il PIL nominale è cresciuto del 2,5%, ma il costo medio dello stock era ~2,97%. In più, i crediti d'imposta dei bonus edilizi hanno aggiunto debito fuori bilancio (stock-flow adjustment ~€51 mld).

Superbonus 110%: previsione vs costo reale (mld €)

Il Superbonus come trasferimento regressivo

In economia, 'regressivo' è un trasferimento che avvantaggia proporzionalmente chi ha redditi più alti. Il Superbonus 110% è un caso di studio: lo Stato ha generato oltre 150 miliardi di euro di debito per ristrutturare abitazioni private. I fondi sono stati intercettati quasi interamente dai contribuenti dell'ultimo quintile di reddito (proprietari di case multiple, villette, immobili di pregio). Le fasce a basso reddito, spesso in affitto o in case popolari, sono state tagliate fuori ma ripagheranno il debito attraverso la tassazione generale (IVA sui consumi di base) e l'inflazione edilizia.

Fonte: Ufficio Parlamentare di Bilancio; Banca d'Italia

Questa tab confronta l'Italia con l'Europa su pensioni e sanità. Serve per capire se spendiamo tanto perché siamo generosi o perché abbiamo tanti anziani e pochi giovani.

13,05%
Spesa pensioni / PIL 2024
6,3%
Spesa sanità pubblica / PIL
7,1%
Media OCSE sanità / PIL
3,8%
Spesa istruzione / PIL (stima)

Spesa pensioni / PIL: Italia vs UE (2022)

Spesa sanità pubblica: Italia vs OCSE (% PIL)

Pensioni / PIL storico (2015-2024)

Trasferimenti sociali per funzione (% PIL, 2024)

Distribuzione ricchezza: chi possiede cosa (%)

Le pensioni pesano più del 13% del PIL, tra le voci più alte d'Europa. La spesa sanitaria pubblica invece è sotto la media OCSE: il SSN copre solo il 73% della spesa sanitaria totale, mentre il resto è pagato dalle famiglie. I trasferimenti sociali italiani sono generosi ma poco targetizzati.
6,93
Infermieri / 1.000 ab. (Italia)
vs 8,3 media UE27
-1,37
Gap vs media UE
inferiore del 16,5%
65-175K
Carenza stimata infermieri
Corte dei Conti / FNOP

Infermieri per 1.000 abitanti: l'Italia sotto la media UE
Numero infermieri per 1.000 abitanti · Fonte: Eurostat / OECD 2023

L'Italia ha 6,93 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media UE di 8,3 (-1,37, sotto del 16,5%). La Norvegia arriva a 15,62 e la Germania a 11,98. Secondo la Corte dei Conti e il FNOP, la carenza stimata di infermieri in Italia oscilla tra 65.000 e 175.000 unità, con conseguenze sulla sicurezza delle cure e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
€284 mld
Contributi INPS raccolti (2024)
€417 mld
Spesa INPS prestazioni (2024)
€133 mld
Gap (spesa − entrate)
€180,7 mld
Trasferimenti statali a INPS

Welfare: l'INPS spende 133 mld in più di quanto raccoglie
Contributi vs spesa prestazioni (mld €, 2024) · Fonte: INPS XXIV Rapporto Annuale 2024

Disuguaglianza: redditi sotto controllo, patrimoni fuori controllo

Il coefficiente di Gini misura la disuguaglianza (0 = uguaglianza perfetta, 1 = una persona possiede tutto). In Italia: Gini sui redditi netti ~0,30-0,32, in linea con la media europea, mitigato da un sistema fiscale formale progressivo. Gini sulla ricchezza netta (immobili e attività finanziarie) ~0,70. Il divario dimostra che la vera iniquità sociale in Italia non si genera dagli stipendi, ma dai capitali accumulati e tramandati.

Fonte: Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie; Eurostat

Disuguaglianza dei redditi nel tempo: Italia vs UE
Coefficiente di Gini sui redditi equivalenti · Fonte: Eurostat (tessi190)

Il Gini italiano è costantemente sopra la media UE: da 32,7 nel 2005 a 31,0 nel 2025, mentre la UE è scesa da ~30,5 a 29,2. Il picco di disuguaglianza è stato nel 2018 (33,4), in corrispondenza della flat tax sui forfettari e del reddito di cittadinanza ancora assente. Da allora l'Italia è migliorata, ma il gap con la UE resta di ~1,8 punti. Da notare: il Gini misura solo i redditi, non i patrimoni (dove l'Italia è molto più disuguale, Gini 0,70).

Qui si guarda quanta gente lavora e quanto guadagna. Attenzione: "disoccupazione bassa" non sempre significa che tutto va bene, se tanta gente è inattiva o i salari sono fermi.

24,1M
Occupati 2025 (IV trim)
5,7%
Tasso disoccupazione 2025
62,6%
Tasso attività 15-64 (2025)
33,5%
Tasso inattività 15-64 (2025)
€31.856
RAL media lorda dipendenti (2022)
+3,1%
Retribuzioni contrattuali 2025
5,2M
Partite IVA attive (stima)
1,3M
Società di capitali attive (stima)

Come si legge il mercato del lavoro

Le statistiche sul lavoro si basano su tre "scatole": occupati (chi lavora almeno un'ora a settimana), disoccupati (chi non lavora ma cerca attivamente) e inattivi (chi non lavora né cerca, es. studenti, pensionati, casalinghe).

Tasso di attività = (occupati + disoccupati) / popolazione 15-64 anni. Indica quanta gente partecipa davvero alla forza lavoro. Tasso di disoccupazione = disoccupati / forza lavoro. Non dice quanti italiani non lavorano in totale.

La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è lo stipendio prima delle tasse e dei contributi. I valori qui sono lordi e a tempo pieno, per qualifica.

Occupati in Italia (2015-2025, milioni)

Disoccupazione (2015-2025, %)

Partecipazione al mercato del lavoro (2015-2025, %)iTasso di attività = persone occupate o in cerca di lavoro (forza lavoro) / popolazione 15-64 anni. Tasso di inattività = chi non lavora né cerca lavoro / popolazione 15-64. Più è alto l'attività, più persone potenzialmente producono e pagano tasse.

RAL media per qualifica (2022)

Note sul mercato del lavoro

Gli occupati hanno superato i 24 milioni nel 2025, record storico. La crescita è però trainata in parte dagli autonomi e dai contratti a termine; i dipendenti a tempo indeterminato crescono più lentamente. La RAL media ISTAT 2022 è lorda e a tempo pieno. La produttività del lavoro resta stagnante da anni.

-8,7pp
Gap occupazione totale
Italia 67,1% vs UE 75,8%
-13,4pp
Gap donne
Italia 57,4% vs UE 70,8%
-15,1pp
Gap giovani
Italia 34,4% vs UE 49,5%

Gap occupazionale: l'Italia è ultima in Europa
Tasso occupazione %, Italia vs Media UE27 · Fonte: Eurostat LFS 2024

L'Italia ha il tasso di occupazione più basso tra i grandi paesi europei: 67,1% contro una media UE del 75,8% (-8,7 punti percentuali). Il gap è ancora più ampio per le donne (-13,4pp: 57,4% vs 70,8%) e per i giovani 15-29 anni (-15,1pp: 34,4% vs 49,5%). L'Italia è l'ultimo paese dell'Unione Europea per partecipazione femminile e giovanile al mercato del lavoro.

Questa tab mostra cosa vendiamo all'estero e cosa compriamo. L'export è il punto di forza italiano, ma se importiamo più di quanto esportiamo in volume, la crescita ne risente.

€643Mld
Export beni 2025
+€50,7Mld
Surplus commerciale beni 2025
€592Mld
Import beni 2025
+€53Mld
Saldo conto corrente (stima)

Export, import e saldo commerciale beni (2015-2025, mld €)

Composizione PIL 2025: domanda interna vs estera (%)

Export italiano per macro-settore (% sul totale, 2024)iI settori trainanti dell'export italiano sono meccanica, moda (tessile-abbigliamento-calzature), agroalimentare, farmaceutica/chimica, metallurgia e automotive. I dati sono approssimativi e aggregati.

Destinazioni export italiano (% sul totale, 2024)

Produttività e competitività: Italia vs UE

IndicatoreItaliaMedia UE / altriNota
Produttività per ora lavorata (2024, var.)-1,4%UE +0,4%calo anche nel 2023 (-2,7%)
PIL per occupato vs Germania (2023)80%100% Germaniaore lavorate più lunghe ma PIL/ora più basso
Quota microimprese (0-9 addetti)~95%~93% UEmolte piccole imprese, media produttività più bassa
Quota industriale nel PIL19,7%22,9% Germania, 13,3% Franciaindustria ancora rilevante ma sotto Germania
L'Italia ha un surplus commerciale strutturale sui beni (~€50 mld nel 2025) e un saldo conto corrente positivo. L'export è trainato da meccanica, moda, agroalimentare e farmaceutica. La domanda estera netta però ha contribuito negativamente alla crescita 2025 (-0,7pp) perché le importazioni sono cresciute più delle esportazioni in volume. La produttività del lavoro è il tallone d'Achille: l'Italia produce per ora lavorata circa il 20% in meno della Germania.
16,6%
Manifattura / GVA (Italia)
vs 15,9% UE · 10,7% Francia
+48%
Crescita export 2015-2025
La piu' alta del G7
4°
Export mondiale 2025
superato il Giappone

Manifattura: l'Italia sopra la media UE
GVA manifatturiero / totale (%), 2024 · Fonte: Eurostat

Crescita export: l'Italia guida il G7
Variazione export 2015-2025 (%) · Fonte: OECD

Non tutto va male. L'Italia è il 4° export mondiale, 2° in Europa dopo la Germania. La manifattura vale il 16,6% del GVA nazionale, sopra la media UE (15,9%) e ben sopra Francia (10,7%) e Spagna (11,9%). La crescita export 2015-2025 è del +48%, la più alta del G7 (Francia +28%, Germania +27%). L'Italia è prima al mondo in 201 prodotti di nicchia (ceramica, occhiali, macchinari per imballaggio, superyacht). Base export diversificata: i top 100 prodotti coprono il 40% dell'export (vs 50,5% Francia, 67,6% Corea).

Cosa mostra questa tab

Qui si confrontano i numeri per periodo di governo. Non è un giudizio definitivo: crisi esterne, BCE e governi precedenti influenzano i conti. Serve per contestualizzare le promesse elettorali.

Un confronto per periodo di governo non attribuisce tutti i meriti o le colpe al governo in carica: l'economia dipende anche da crisi esterne (pandemia, guerra, inflazione), dalla BCE e dai governi precedenti. Serve però per contestualizzare i numeri quando si sente dire "con noi è andata peggio/meglio".

Crescita media annua del PIL per governo (%)

Debito/PIL inizio e fine governo (%)

Numeri per governo (principali indicatori)

GovernoPeriodoDebito fine (Mld €)Δ debito mensile (Mld)PIL medio annuo (%)Debito/PIL fine (%)Deficit/PIL fine (%)
Prodi II2006-081.669+3,9+1,5%102,5-3,6
Berlusconi IV2008-111.916+6,2-1,1%119,7-4,2
Monti2011-132.041+7,5-2,8%132,5-3,0
Renzi2014-162.229+3,7+0,9%132,7-2,6
Gentiloni2016-182.286+4,9+1,7%134,1-2,2
Conte I2018-192.463+8,9+0,3%134,4-1,6
Conte II2019-212.603+8,2-3,1%150,8-9,4
Draghi2021-222.771+8,2+4,2%144,4-8,5
Meloni2022-253.024+9,2+0,7%137,1-3,1

Fonte: Banca d'Italia e ISTAT, elaborazioni Mauro Novelli / Osservatorio CPI. I dati di crescita e deficit sono annuali di riferimento e possono differire leggermente da quelli ufficiali per convenzioni contabili. Il governo Meloni è aggiornato a febbraio 2025.

Attenzione: confrontare governi è utile per contestualizzare, ma l'aumento del debito nel 2020-21 è dovuto in massima parte alla pandemia (sostegni e crollo del PIL), non solo a scelte politiche. Il governo Draghi ha ereditato un deficit enorme e lo ha ridotto; il governo Meloni ha ereditato debito/PIL alto e lo ha mantenuto stabile in risalita.
Otto cose da sapere prima di leggere una finanziaria o un programma di governo.
01
Debito
Il debito è al 137% del PIL, secondo in UE dopo la Grecia. Ogni italiano nasce già con ~€45.000 di debito pubblico. Gli interessi costano ~€86 mld/anno: più di quanto lo Stato spende per la sanità pubblica.
02
Pochi pagano per tutti
Il 15-17% dei contribuenti (chi dichiara oltre 35.000 euro) versa il 63% di tutta l'IRPEF nazionale. Il sistema tributario italiano poggia su una base strettissima. Esistono oltre 100 imposte diverse, ma 10 sole ne coprono l'86% del gettito.
03
Pressione reale
La pressione fiscale ufficiale è 43,1% del PIL. Ma il PIL include l'economia sommersa (11-12% in Italia). Chi paga le tasse subisce una pressione reale stimata al 48-50%. L'evasione stimata: 80-90 mld/anno.
04
Spesa bloccata
Welfare e previdenza assorbono il 42% della spesa pubblica, più di sanità, istruzione e interessi sul debito messi insieme. Le pensioni da sole valgono ~68% della protezione sociale. Chi promette "più soldi per scuola o ricerca" deve dire dove li taglia.
05
Superbonus e trasferimenti regressivi
Lo Stato ha generato oltre 150 mld di debito per ristrutturare case private (Superbonus 110%). I fondi sono andati quasi interamente ai redditi più alti. Chi vive in affitto è stato escluso, ma ripagherà il debito tramite l'IVA.
06
Disuguaglianza patrimoniale
Gini sui redditi: 0,30-0,32, in linea con l'Europa. Gini sui patrimoni: 0,70. La vera disuguaglianza italiana non è negli stipendi, ma nei capitali accumulati e tramandati.
07
Potere d'acquisto bloccato
Il consumo reale pro capite è al 98% della media UE. Prezzi sotto la media (98 vs 100), ma salari fermi da 30 anni (+6% contro +18% Germania). La produttività stagnante spiega perché: senza crescere la produttività, i salari non crescono e il potere d'acquisto resta bloccato.
08
Governi e debito
Dal 2006 ogni governo ha lasciato il debito più alto di quanto lo ha trovato. Ma la colpa non è tutta loro: crisi globali, pandemia, Superbonus e interessi sul debito pregresso pesano più delle scelte di bilancio discretionary.

Metodologia e cautele

Definizioni: i dati sono espressi in percentuale del PIL ai prezzi di mercato, salvo diverso avviso. Il "saldo primario" è il deficit al netto degli interessi: positivo significa che le entrate ordinarie coprono tutta la spesa corrente meno interessi.

Fonti: i dati 2024-2025 provengono da consuntivi ISTAT e MEF; le serie storiche possono essere soggette a revisioni. I confronti UE sono basati su dati OCSE/Eurostat e possono differire per definizione.

Stime: alcuni valori per 2025 (composizione occupati, partite IVA attive, costo medio debito, export per settore) sono stime o interpolazioni basate su dati parziali. Sono indicati come tali nelle label.

Uso elettorale: quando un programma promette spese, confronta il costo annuo con queste basi — PIL ~€2.258 mld, spesa pubblica ~€1.156 mld, deficit già al -3,1%, debito già al 137%, interessi ~€86 mld/anno.

Come usare questa dashboard

Ogni cifra riportata è tratta da fonti ufficiali o da elaborazioni di osservatori accreditati su dati ufficiali. Quando un dato è una stima o ha limiti metodologici, è indicato esplicitamente. Per le promesse elettorali: confronta i costi annunciati con queste basi — PIL ~€2.258 mld, spesa pubblica ~€1.156 mld, deficit già al -3,1%, debito già al 137%.

Principali fonti

Qui puoi scaricare i dataset usati per i grafici e la tabella metodologica. I file sono in formato CSV, leggibili con Excel, LibreOffice, Python o R. I dati sono riportati così come appaiono nelle fonti pubbliche: controlla sempre le fonti primarie prima di usarli.

Download dataset

FileContenutoRigheDownload
pil.csvPIL nominale, reale, crescita annuale12CSV
fisco.csvDebito, deficit, entrate, spese / PIL12CSV
spesa.csvComposizione spesa pubblica per funzione6CSV
tasse.csvPressione fiscale e aliquote principali5CSV
lavoro.csvOccupazione, disoccupazione, tassi ILO8CSV
commercio.csvExport, import, saldo commerciale7CSV
venture_capital.csvVC investments per paese, startup registrate e unicorn8CSV
occupazione_ue.csvTassi occupazione Italia vs UE (totale, femminile, giovanile)7CSV
infermieri_ue.csvInfermieri e medici per 1.000 abitanti per paese7CSV
pil_procapite_storico.csvPIL pro capite PPS (UE=100) 1995-2024, Italia vs peers8CSV
gini_temporale.csvCoefficiente Gini Italia vs UE-27 (2005-2025)22CSV
manifattura_export_strength.csvGVA manifatturiero e crescita export G710CSV
metodologia.csvDefinizione, fonte e caveat di ogni indicatore11CSV

Metodologia indicatori

IndicatoreDefinizioneFonteCaveat
PIL nominaleProdotto interno lordo a prezzi di mercato correntiISTATNon corregge inflazione; confronti temporali su PIL reale
PIL realePIL a prezzi costanti base 2015ISTATBase rivisitata; può cambiare con ricalcoli
Debito / PILDebito amministrativo / PIL nominale × 100MEF/RGSStock cumulato; include APSS e Enti
Deficit / PILSaldo netto settore pubblico / PIL × 100MEF/RGSMetodo ESA2010 vs amministrativo può differire
Pressione fiscaleGettito tributario / PIL × 100MEFSolo gettito effettivo, non accrediti
Spesa pubblica / PILSpesa totale SP / PIL × 100MEF/RGSInclude interessi, trasferimenti correnti e in conto capitale
Tasso disoccupazioneDisoccupati / forza lavoro × 100 (definizione ILO)ISTATEsclude scoraggiati; stima campionaria
Saldo commercialeExport FOB - Import CIF beni e serviziISTAT/BdIServizi stimati con maggiore incertezza

Per la tabella completa scaricare metodologia.csv.

Come leggere questa dashboard senza essere economisti

I numeri qui raccolti servono per controllare le promesse politiche. Ogni euro speso va tolto da qualche parte: tasse, debito o tagli. Quando senti "investiremo X miliardi", confronta X con il PIL (~€2.258 miliardi) e con il deficit (~€70 miliardi l'anno).

Glossario dei termini più usati

TermineCosa significaPerché importa
PILLa ricchezza totale prodotta in Italia in un anno. Si misura in miliardi di euro.E' la "taglia" dell'economia. Serve a capire se una spesa è piccola o enorme rispetto al paese.
PIL in volume / realeCrescita del PIL depurata dall'inflazione.Indica se l'economia è davvero cresciuta o se è solo salita la spesa a causa dei prezzi.
Debito pubblico / PILQuanto lo Stato deve rispetto a quanto produce il paese.Più è alto, più soldi servono per pagare gli interessi e meno restano per servizi e investimenti.
Deficit / PILQuanto lo Stato spende in più di quanto incassa, in percentuale del PIL.Se è negativo, il debito aumenta. Se è positivo (superav), il debito si riduce.
Saldo primarioDeficit al netto degli interessi sul debito.Dice se le entrate ordinarie bastano a coprire la spesa corrente: se positivo, i conti "funzionano" senza contare il peso del debito passato.
Pressione fiscaleTasse + contributi sociali (INPS, INAIL...) diviso PIL.Misura quanto pesano complessivamente Stato e welfare sull'economia reale.
Pressione tributariaSolo le tasse vere (IRPEF, IRES, IVA, IMU...) diviso PIL.E' il carico fiscale "classico", senza contare i contributi che finanziano pensioni e sanità.
Imposte diretteTasse su reddito e patrimonio (IRPEF, IRES, IMU...).Le paga chi ha reddito o possiede immobili/aziende.
Imposte indiretteTasse su consumi e transazioni (IVA, accise, bollo auto).Le pagano tutti, anche chi ha redditi bassi, ogni volta che compra benzina, vestiti o servizi.
Tax gap IVADifferenza tra IVA dovuta e IVA effettivamente incassata.Più è alto, più evasione c'è. L'Italia ha uno dei tax gap più alti d'Europa.
Spesa pubblica / PILQuanto lo Stato spende in percentuale della ricchezza prodotta.Più è alto, più risorse passano per lo Stato. Non è automaticamente un male, ma definisce quanto pesano le scelte politiche.
Protezione socialeSpesa per pensioni, sanità, disoccupazione, famiglia, povertà.E' la metà circa della spesa pubblica. Pensioni e sanità ne occupano la maggior parte.
Produttività del lavoroPIL diviso ore lavorate: quanta ricchezza si produce in un'ora.Se cresce poco, anche con più occupati il PIL non cresce molto e i salari reali restano fermi.
Partecipazione al lavoroPercentuale di persone tra 15 e 64 anni che lavorano o cercano lavoro.Più è alta, più persone contribuiscono a produrre PIL e a pagare tasse. Italia sotto la media UE.
Domanda interna / esteraChi compra i prodotti italiani: famiglie e imprese italiane vs stranieri.Se le esportazioni crescono più delle importazioni, la domanda estera aiuta la crescita.
Saldo commercialeEsportazioni meno importazioni di beni.Se positivo (surplus), l'Italia vende più all'estero di quanto compra: aiuta conto corrente e lavoro.
Interessi sul debitoQuanto lo Stato paga ogni anno per i debiti passati.Assorbe circa €86 miliardi/anno: sono soldi che non vanno a scuole, ospedali o strade.
Crediti d'imposta / fuori bilancioIncentivi (es. bonus edilizi) che non contano nel deficit ma aumentano il debito.Rendono il deficit apparentemente più basso, ma il debito reale cresce lo stesso.