Questa tab mostra da dove viene la ricchezza (PIL per settore) e cosa la fa crescere (consumi, investimenti, export). Serve per capire se l'Italia cresce per merito suo o solo per l'inflazione.
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è la ricchezza totale prodotta in Italia in un anno. Si può calcolare in tre modi equivalenti:
1) Spesa: PIL = Consumi delle famiglie + Investimenti delle imprese + Spesa pubblica + Esportazioni − Importazioni.
2) Produzione: PIL = somma del valore aggiunto di tutti i settori (agricoltura, industria, servizi) + imposte − sussidi.
3) Reddito: PIL = stipendi + profitti + affitti + interessi + tasse meno sussidi.
PIL nominale = valori a prezzi correnti (inflazione inclusa). PIL reale / in volume = crescita "vera" al netto dell'inflazione.
Ogni barra mostra quanto punti percentuali (p.p.) ha contribuito ciascuna componente alla crescita del PIL di quell'anno. Una barra sopra lo zero = aiuta la crescita; sotto lo zero = la rallenta.
Confronto tra Italia, Germania, Francia e Spagna solo per gli anni selezionati (non serie continua).
Il Prodotto interno lordo (PIL) misura il valore dei beni e servizi prodotti nel paese. Ai prezzi di mercato include le imposte nette sui prodotti ed è la base su cui si calcolano debito/PIL, spesa/PIL e pressione fiscale. La crescita in volume esclude l'inflazione e indica la crescita reale. Produttività del lavoro = PIL reale / ore lavorate: indica quanta ricchezza si produce in un'ora di lavoro.
Qui si vede chi paga le tasse e quanto lo Stato incassa. Serve per giudicare promesse tipo "taglieremo le tasse" o "colpiremo i ricchi": bisogna prima sapere chi paga già oggi.
Pressione fiscale = (tasse + contributi sociali) / PIL. Include IRPEF, IRES, IVA, accise, IMU e i contributi INPS (circa 15 punti PIL). Pressione tributaria = solo tasse erariali e locali / PIL, esclude contributi sociali. Nel 2025: fiscale 43,1%, tributaria 29,3%.
Glossario: Imposte dirette colpiscono reddito/ricchezza (IRPEF, IRES, IMU). Imposte indirette colpiscono consumi/transazioni (IVA, accise). Contributi sociali finanziano pensioni, sanità , disoccupazione. Le imposte sul lavoro (IRPEF + contributi) pesano di più in Italia che nella media OCSE.
Questa tab mostra dove vanno i soldi pubblici. La maggior parte è bloccata in pensioni, sanità e interessi sul debito: la fetta libera per nuove politiche è più piccola di quanto sembri.
| Indicatore | Italia | Media UE | Nota |
|---|---|---|---|
| Spesa sanità pubblica / PIL | 6,3% | 6,9% | ultima nel G7 per spesa pro capite |
| Spesa R&S pubblica / PIL | 0,5% | 0,7% | sotto media; crescita prevista modesta |
| Redistribuzione efficace (Gini) | 26% | 31% | transfers riducono disuguaglianza meno della media |
| Concentrazione sui poveri (working age) | 0,18 | 0,25 | pochi soldi arrivano ai poveri |
| Pensioni: anziani sotto soglia povertà | 11% | 14% | protezione pensionistica più efficace della media |
| Occupati per 100 anziani (65+) | 18,7 | 25,8 | menosostenibilità demografica più critica |
Dati OCSE Social Expenditure, Health Statistics, Income Distribution, Eurostat. Gli indici aggregati possono variare secondo la definizione.
Qui si vede quanto lo Stato deve e a che costo. Il debito alto non è un problema solo "morale": assorbe soldi che non vanno più a scuole, ospedali o investimenti.
Il rapporto debito/PIL può salire anche con un deficit basso se il PIL nominale cresce meno del costo medio del debito (effetto "palla di neve"). Nel 2025 il PIL nominale è cresciuto del 2,5%, ma il costo medio dello stock era ~2,97%. In più, i crediti d'imposta dei bonus edilizi hanno aggiunto debito fuori bilancio (stock-flow adjustment ~€51 mld).
Questa tab confronta l'Italia con l'Europa su pensioni e sanità . Serve per capire se spendiamo tanto perché siamo generosi o perché abbiamo tanti anziani e pochi giovani.
Qui si guarda quanta gente lavora e quanto guadagna. Attenzione: "disoccupazione bassa" non sempre significa che tutto va bene, se tanta gente è inattiva o i salari sono fermi.
Le statistiche sul lavoro si basano su tre "scatole": occupati (chi lavora almeno un'ora a settimana), disoccupati (chi non lavora ma cerca attivamente) e inattivi (chi non lavora né cerca, es. studenti, pensionati, casalinghe).
Tasso di attività = (occupati + disoccupati) / popolazione 15-64 anni. Indica quanta gente partecipa davvero alla forza lavoro. Tasso di disoccupazione = disoccupati / forza lavoro. Non dice quanti italiani non lavorano in totale.
La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è lo stipendio prima delle tasse e dei contributi. I valori qui sono lordi e a tempo pieno, per qualifica.
Gli occupati hanno superato i 24 milioni nel 2025, record storico. La crescita è però trainata in parte dagli autonomi e dai contratti a termine; i dipendenti a tempo indeterminato crescono più lentamente. La RAL media ISTAT 2022 è lorda e a tempo pieno. La produttività del lavoro resta stagnante da anni.
Questa tab mostra cosa vendiamo all'estero e cosa compriamo. L'export è il punto di forza italiano, ma se importiamo più di quanto esportiamo in volume, la crescita ne risente.
| Indicatore | Italia | Media UE / altri | Nota |
|---|---|---|---|
| Produttività per ora lavorata (2024, var.) | -1,4% | UE +0,4% | calo anche nel 2023 (-2,7%) |
| PIL per occupato vs Germania (2023) | 80% | 100% Germania | ore lavorate più lunghe ma PIL/ora più basso |
| Quota microimprese (0-9 addetti) | ~95% | ~93% UE | molte piccole imprese, media produttività più bassa |
| Quota industriale nel PIL | 19,7% | 22,9% Germania, 13,3% Francia | industria ancora rilevante ma sotto Germania |
Qui si confrontano i numeri per periodo di governo. Non è un giudizio definitivo: crisi esterne, BCE e governi precedenti influenzano i conti. Serve per contestualizzare le promesse elettorali.
Un confronto per periodo di governo non attribuisce tutti i meriti o le colpe al governo in carica: l'economia dipende anche da crisi esterne (pandemia, guerra, inflazione), dalla BCE e dai governi precedenti. Serve però per contestualizzare i numeri quando si sente dire "con noi è andata peggio/meglio".
| Governo | Periodo | Debito fine (Mld €) | Δ debito mensile (Mld) | PIL medio annuo (%) | Debito/PIL fine (%) | Deficit/PIL fine (%) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodi II | 2006-08 | 1.669 | +3,9 | +1,5% | 102,5 | -3,6 |
| Berlusconi IV | 2008-11 | 1.916 | +6,2 | -1,1% | 119,7 | -4,2 |
| Monti | 2011-13 | 2.041 | +7,5 | -2,8% | 132,5 | -3,0 |
| Renzi | 2014-16 | 2.229 | +3,7 | +0,9% | 132,7 | -2,6 |
| Gentiloni | 2016-18 | 2.286 | +4,9 | +1,7% | 134,1 | -2,2 |
| Conte I | 2018-19 | 2.463 | +8,9 | +0,3% | 134,4 | -1,6 |
| Conte II | 2019-21 | 2.603 | +8,2 | -3,1% | 150,8 | -9,4 |
| Draghi | 2021-22 | 2.771 | +8,2 | +4,2% | 144,4 | -8,5 |
| Meloni | 2022-25 | 3.024 | +9,2 | +0,7% | 137,1 | -3,1 |
Fonte: Banca d'Italia e ISTAT, elaborazioni Mauro Novelli / Osservatorio CPI. I dati di crescita e deficit sono annuali di riferimento e possono differire leggermente da quelli ufficiali per convenzioni contabili. Il governo Meloni è aggiornato a febbraio 2025.
Definizioni: i dati sono espressi in percentuale del PIL ai prezzi di mercato, salvo diverso avviso. Il "saldo primario" è il deficit al netto degli interessi: positivo significa che le entrate ordinarie coprono tutta la spesa corrente meno interessi.
Fonti: i dati 2024-2025 provengono da consuntivi ISTAT e MEF; le serie storiche possono essere soggette a revisioni. I confronti UE sono basati su dati OCSE/Eurostat e possono differire per definizione.
Stime: alcuni valori per 2025 (composizione occupati, partite IVA attive, costo medio debito, export per settore) sono stime o interpolazioni basate su dati parziali. Sono indicati come tali nelle label.
Uso elettorale: quando un programma promette spese, confronta il costo annuo con queste basi — PIL ~€2.258 mld, spesa pubblica ~€1.156 mld, deficit già al -3,1%, debito già al 137%, interessi ~€86 mld/anno.
Ogni cifra riportata è tratta da fonti ufficiali o da elaborazioni di osservatori accreditati su dati ufficiali. Quando un dato è una stima o ha limiti metodologici, è indicato esplicitamente. Per le promesse elettorali: confronta i costi annunciati con queste basi — PIL ~€2.258 mld, spesa pubblica ~€1.156 mld, deficit già al -3,1%, debito già al 137%.
Qui puoi scaricare i dataset usati per i grafici e la tabella metodologica. I file sono in formato CSV, leggibili con Excel, LibreOffice, Python o R. I dati sono riportati così come appaiono nelle fonti pubbliche: controlla sempre le fonti primarie prima di usarli.
| File | Contenuto | Righe | Download |
|---|---|---|---|
| pil.csv | PIL nominale, reale, crescita annuale | 12 | CSV |
| fisco.csv | Debito, deficit, entrate, spese / PIL | 12 | CSV |
| spesa.csv | Composizione spesa pubblica per funzione | 6 | CSV |
| tasse.csv | Pressione fiscale e aliquote principali | 5 | CSV |
| lavoro.csv | Occupazione, disoccupazione, tassi ILO | 8 | CSV |
| commercio.csv | Export, import, saldo commerciale | 7 | CSV |
| metodologia.csv | Definizione, fonte e caveat di ogni indicatore | 11 | CSV |
| Indicatore | Definizione | Fonte | Caveat |
|---|---|---|---|
| PIL nominale | Prodotto interno lordo a prezzi di mercato correnti | ISTAT | Non corregge inflazione; confronti temporali su PIL reale |
| PIL reale | PIL a prezzi costanti base 2015 | ISTAT | Base rivisitata; può cambiare con ricalcoli |
| Debito / PIL | Debito amministrativo / PIL nominale × 100 | MEF/RGS | Stock cumulato; include APSS e Enti |
| Deficit / PIL | Saldo netto settore pubblico / PIL × 100 | MEF/RGS | Metodo ESA2010 vs amministrativo può differire |
| Pressione fiscale | Gettito tributario / PIL × 100 | MEF | Solo gettito effettivo, non accrediti |
| Spesa pubblica / PIL | Spesa totale SP / PIL × 100 | MEF/RGS | Include interessi, trasferimenti correnti e in conto capitale |
| Tasso disoccupazione | Disoccupati / forza lavoro × 100 (definizione ILO) | ISTAT | Esclude scoraggiati; stima campionaria |
| Saldo commerciale | Export FOB - Import CIF beni e servizi | ISTAT/BdI | Servizi stimati con maggiore incertezza |
Per la tabella completa scaricare metodologia.csv.
I numeri qui raccolti servono per controllare le promesse politiche. Ogni euro speso va tolto da qualche parte: tasse, debito o tagli. Quando senti "investiremo X miliardi", confronta X con il PIL (~€2.258 miliardi) e con il deficit (~€70 miliardi l'anno).
| Termine | Cosa significa | Perché importa |
|---|---|---|
| PIL | La ricchezza totale prodotta in Italia in un anno. Si misura in miliardi di euro. | E' la "taglia" dell'economia. Serve a capire se una spesa è piccola o enorme rispetto al paese. |
| PIL in volume / reale | Crescita del PIL depurata dall'inflazione. | Indica se l'economia è davvero cresciuta o se è solo salita la spesa a causa dei prezzi. |
| Debito pubblico / PIL | Quanto lo Stato deve rispetto a quanto produce il paese. | Più è alto, più soldi servono per pagare gli interessi e meno restano per servizi e investimenti. |
| Deficit / PIL | Quanto lo Stato spende in più di quanto incassa, in percentuale del PIL. | Se è negativo, il debito aumenta. Se è positivo (superav), il debito si riduce. |
| Saldo primario | Deficit al netto degli interessi sul debito. | Dice se le entrate ordinarie bastano a coprire la spesa corrente: se positivo, i conti "funzionano" senza contare il peso del debito passato. |
| Pressione fiscale | Tasse + contributi sociali (INPS, INAIL...) diviso PIL. | Misura quanto pesano complessivamente Stato e welfare sull'economia reale. |
| Pressione tributaria | Solo le tasse vere (IRPEF, IRES, IVA, IMU...) diviso PIL. | E' il carico fiscale "classico", senza contare i contributi che finanziano pensioni e sanità . |
| Imposte dirette | Tasse su reddito e patrimonio (IRPEF, IRES, IMU...). | Le paga chi ha reddito o possiede immobili/aziende. |
| Imposte indirette | Tasse su consumi e transazioni (IVA, accise, bollo auto). | Le pagano tutti, anche chi ha redditi bassi, ogni volta che compra benzina, vestiti o servizi. |
| Tax gap IVA | Differenza tra IVA dovuta e IVA effettivamente incassata. | Più è alto, più evasione c'è. L'Italia ha uno dei tax gap più alti d'Europa. |
| Spesa pubblica / PIL | Quanto lo Stato spende in percentuale della ricchezza prodotta. | Più è alto, più risorse passano per lo Stato. Non è automaticamente un male, ma definisce quanto pesano le scelte politiche. |
| Protezione sociale | Spesa per pensioni, sanità , disoccupazione, famiglia, povertà . | E' la metà circa della spesa pubblica. Pensioni e sanità ne occupano la maggior parte. |
| Produttività del lavoro | PIL diviso ore lavorate: quanta ricchezza si produce in un'ora. | Se cresce poco, anche con più occupati il PIL non cresce molto e i salari reali restano fermi. |
| Partecipazione al lavoro | Percentuale di persone tra 15 e 64 anni che lavorano o cercano lavoro. | Più è alta, più persone contribuiscono a produrre PIL e a pagare tasse. Italia sotto la media UE. |
| Domanda interna / estera | Chi compra i prodotti italiani: famiglie e imprese italiane vs stranieri. | Se le esportazioni crescono più delle importazioni, la domanda estera aiuta la crescita. |
| Saldo commerciale | Esportazioni meno importazioni di beni. | Se positivo (surplus), l'Italia vende più all'estero di quanto compra: aiuta conto corrente e lavoro. |
| Interessi sul debito | Quanto lo Stato paga ogni anno per i debiti passati. | Assorbe circa €86 miliardi/anno: sono soldi che non vanno a scuole, ospedali o strade. |
| Crediti d'imposta / fuori bilancio | Incentivi (es. bonus edilizi) che non contano nel deficit ma aumentano il debito. | Rendono il deficit apparentemente più basso, ma il debito reale cresce lo stesso. |