Debito, tasse, spesa, lavoro, crescita. Scrolla per capire la situazione in pochi minuti. In alto a destra trovi sempre il link ai dati completi.
Inizia a scrollareIl debito accumulato supera il valore di tutto ciò che il Paese produce in un anno. Non è un flusso annuale: è una montagna> costruita in decenni.
Il saldo primario (entrate meno spese, esclusi interessi sul debito) è tornato positivo. Ma gli interessi sul debito pesano circa 4 punti di PIL. Senza di essi, lo Stato spenderebbe meno di quanto raccoglie.
La pressione fiscale italiana è tra le più alte d'Europa. Su 10 monete da 1 euro, 4 vanno allo Stato.
La spesa previdenziale è il capitolo più grande del bilancio. Con una popolazione che invecchia, la sfida non è tagliare, ma rendere il sistema sostenibile.
Il 2025-2026 si muove intorno allo 0,8-1,0%. L'Italia cresce meno della media UE e recupera con fatica il terreno perso con la crisi COVID.
È il dato più basso dal 2008. Ma molti occupati sono a tempo parziale, precari o sottopagati. Il tasso di occupazione resta sotto gli obiettivi europei.
Il surplus commerciale è tornato, ma dipende molto dall'energia: nel 2022, con i prezzi alti, il saldo era quasi azzerato.
Welfare/previdenza (42%) e sanità (16%) sono le due voci più grandi e insieme rappresentano la spesa sociale. A queste si aggiungono gli interessi sul debito. Gli investimenti sono una minoranza.
Il 137% di debito/PIL frena la manovrabilità politica.
La spesa va in previdenza e interessi, non in crescita futura.
Migliorano, ma non cambiano la traiettoria di fondo.
Nella dashboard trovi tutti i grafici, le serie storiche dal 2015, i confronti UE/OCSE, le fonti e i file CSV scaricabili.